UDU
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![]() El Chico |
![]() Uduka |
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![]() El gordo |
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L'origine della parola “Udu” è nigeriana. Nel linguaggio Ibo vengono così chiamate le anfore per il trasporto dell'acqua, che vengono anche utilizzate per ottenere dei suoni veramente affascinanti.
Anche in India esiste uno strumento simile che viene chiamato Ghatam.
L’Udu è quindi un’anfora in terracotta modificata per esaltarne le caratteristiche sonore: percuotendo il foro centrale dello strumento con il palmo della mano si ottiene un suono basso, simile al Bayan delle Tabla indiane; il corpo dell' Udu, invece, si suona con le dita, creando un acuto tipico degli oggetti di questo materiale.
La forma dello strumento determina la gravità del suono: più è grande, più è bassa la frequenza. Il suono poi si può modificare anche con l'introduzione di acqua all'interno del corpo.
Per l'utilizzo ottimale dell' Udu occorre un supporto stabile e una accurata microfonazione, non disponendo in modo naturale di un grande volume di suono. Per la stabilizzazione è consigliabile uno stand per Conga o i cuscinetti circolari da Tabla, come si può vedere nella foto.
La linea di Udu DG è composta da tre modelli: il piccolo, chiamato El Chico, ha una lunghezza di 45 cm ed un diametro di 35 cm, il secondo, El Gordo, è lungo 55 cm ed ha un diametro di 45, il terzo, Uduka, è uguale in dimensioni a El Gordo, ma dalla parte opposta al collo ha un altro foro di 12 cm di diametro con bordo rialzato di 3,5 cm su cui è montata con una pelle naturale. Questa specie di Darbuka incastonata è un unicum con il resto dell'Udu, ed offre una quantità impressionante di possibilità percussive.
La terracotta viene poi trattata con cera impermeabilizzante ad alta tenuta, che conferisce a questi strumenti un gradevole effetto al tatto e alla vista
Tutte le misure sono approssimate per 1 o 2 cm, in quanto il prodotto è interamente realizzato a mano.



